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Ven
19
Feb

Arisa torna a Sanremo 2010 con Malamoreno e diventa icona gay

Arisa torna a Sanremo 2010 con Malamoreno e diventa icona gay

Vincitrice di Sanremo giovani edizione 2009, Arisa è tornata sul palco dell’Ariston, quest’anno tra i Big, con un nuovo inno all’amore. La sua canzone si intitola ‘Malamoreno’, scritto tutto attaccato. La canzone è un inno all’amore ambientato in un ipotetico prossimo futuro (2087), che vince sopra ogni avversità. L’esibizione è pulita e la canzone parecchio orecchiabile. La platea sembra gradire e piovono anche numerosi “brava”. Alla fine ha passato tranquillamente il primo scoglio e compie un passo importante verso la finale.


Nuovo anche il look di Arisa, decisamente diverso, ma sempre sullo stesso stile vintage con occhialoni enormi, treccine e scarpe da nonna. L’eccentricità è stata la sua arma vincente l’anno scorso quando ha stupito per la sua vocina da fumetto con il tormentone ‘Sincerita’ che ha scalato le hit di tutte le radio. Quest’anno per la sessantesima edizione del Festival è accompagnata sul palco dalle sorelle Marinetti, tre coriste vestite in puro stile anni ’40. ‘Malamoreno’  è inno ad un paese che non si prende sul serio, che crede nel romanticismo e nei sentimenti, che non affronta temi impegnati (come La verità di Povia)  o finti patriottici (come la canzone di Pupo ed Emanuele Filiberto), che non si prende troppo sul serio e non specchio della realtà che il nostro Paese sta vivendo.

 

Arisa è riuscita a portare a Sanremo una ventata di colore e novità, una melodia divertente e orecchiabile. Il testo di una vita quotidiana consapevole che tutto può finire da un momento all’altro, ma l’amore no. Lei è ‘diversa’: non urla, non si arrabbia, non ostenta, è sensibile ma ha le idee chiare. Rosalba Pippa, il vero nome di Arisa, da molti è considerata buffa, sicuramente simpatica, un personaggio mediaticamente attraente ma ‘nulla di più’, in tanti credono. Forse perché non è una un fac simile modella con tacco 12 e scollature da capogiro, forse perché è ironica e autoironica, forse perché è timida e magari un po’ insicura. Fatto che sta che moltissimi la amano e che il suo accompagnamento all’Ariston del trio Martinetti è valso alla sua canzone il ‘titolo’ di manifesto gay, tanto che è stata proposta come canzone di apertura per il prossimo Gay Pride.


Il testo- Malamoreno

Può scoppiare in un attimo il sole
tutto quanto potrebbe finire
ma l’amore, ma l’amore no
marzo del 2087
nuvole pesanti dentro un cielo assente
il mio pronipote è sulla luna
emigrato per cercar la sua fortuna
sulla terra resta solo chi non ce la fa
ascoltando tante finte verità
può scoppiare in un attimo il sole
tutto quanto potrebbe finire
ma l’amore, ma l’amore no
anche i prati rinunciano ai fiori
perchè i fiori hanno perso i colori
ma l’amore, ma l’amore no
resta la speranza di cambiare
come la paura di dover restare
mio marito è sempre qui vicino
dice che ritornerà di nuovo il cielo
poi la notte prega per paura che anche Dio
scappi e lasci tutto quanto nell’oblio
può scoppiare in un attimo il sole
tutto quanto potrebbe finire
ma l’amore, ma l’amore no
anche i prati rinunciano ai fiori
perchè i fiori hanno perso i colori
ma l’amore, ma l’amore no
e a volte basta che sei qui vicino
a volte basta che ci sei
perchè a me basta che sei qui vicino
perchè a me basta che ci sei
il dolore può farci cadere
la speranza potrebbe sparire
ma l’amore, ma l’amore no
far tornare a sorridere ancora
imboccare una strada sicura
sì l’amore, sì l’amore può
e se scoppia in un attimo il sole
tutto quanto potrebbe finire
ma l’amore, ma l’amore no
anche i prati rinunciano ai fiori
perchè i fiori hanno perso i colori
ma l’amore, ma l’amore no





Video: Arisa- Malamore
 
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