E’ uno dei brani più belli del nuovo album di Ligabue, ‘Arrivederci Mostro!’, si intitola ‘Caro il mio Francesco’, ed è un brano che racconta le amarezze del lavoro di cantautore in Italia. Il brano è scritto in forma di lettera indirizzata a Francesco Guccini che Liga stima molto. La canzone racconta, legandosi indissolubilmente, ad un periodo molto difficile della vita di Ligabue. Lui e la compagna hanno, infaati, perso un figlio al sesto mese di gravidanza e lui si chiamava Francesco.
‘Arrivederci Mostro!’, presentato in anteprima sul popolare Facebook, primo disco di inediti realizzato da Liga dopo un bel po’ di tempo, contiene canzoni bellissima, da ‘Ci sei sempre stata’, a ‘Caro il mio Francesco’, ‘Il peso della valigia’, ‘Quando mi vieni a prendere’, ‘La linea sottile’ e ‘Il meglio deve ancora venire’. Fra i pezzi più importanti del disco, c’è ‘Quando mi vieni a prendere (Dondermonde 23-01-2009)’, dedicata a un tristissimo fatto di cronaca accaduto in Belgio lo scorso anno, quando uno squilibrato fece irruzione in un asilo e uccise a coltellate un adulto e due bambini, ferendone altri 13. La vicenda colpì così tanto Ligabue da fargli scrivere questa canzone, in cui un bambino racconta in prima persona quella giornata e racconta il suo punto di vista.
Il testo: Caro il mio Francesco
Caro il mio Francesco come vedi ti scrivo
e quando uno scrive deve avere un motivo,
il mio è dirti che la tua avvelenata
in questi giorni l’ho consumata.
Risulta evidente quanto siam diversi,
quanto son diversi i tempi del percorso,
ma sono giorni in cui suona piu vicina
tutta quella tua incazzatura.
Sarà che anche qui le quattro del mattino,
sarà che anche qui l’angoscia e un po di vino.
Sarà che non ci posso fare niente
se ora mi viene su il veleno.
E allora avanti un altro
e… con quello che guadagni stai muto.
Avanti pure un altro,
con quello che guadagni sorridi nella foto.
Caro il mio Francesco questa lettera ti arriva
in un paese piccolo li sugli Appennini,
ho capito forse come mai ci vivi,
che tanto ci si sente soli.
Ci si sente soli per quello che si è visto
e poi per tutti quelli che han fatto così presto
a montare su per fare un po il tuo viaggio
giurando che per te davano un braccio.
Parlavano di stile, di impegno e di valori,
ma non appena hai smesso di esser utile per loro
eran già lontani,
la lingua avvicinata ad un altro culo!
E allora avanti un altro,
e… almeno chiedi scusa del disturbo!
Avanti pure un altro
che se sei lì sarà perchè sei solo un pò più furbo.
Caro il mio Francesco che conosci un po’ i colleghi
e forse non a caso vivi li sugli Appennini,
sai qua giù ce nè in qualche modo di tre tipo:
bravi artisti, furbacchioni e topi
Il topo canta solo di quanto lui sia puro
e poi da via la madre per stare sul giornale
ed è talmente pure che ti lancia merda
soltanto per un titolo più largo.
E io che il mio disprezzo me lo tengo dentro,
che il letamaio è colmo gia pubblicamente,
ma quei presunti puri mi possono baciare
queste chiappe allegramente!
E allora avanti un altro
e… volevi la tua bici? pedalare!
Avanti pure un altro
rispondere agli insulti è solo bassa promozione.
Caro il mio Francesco abbiamo tanti privilegi,
ma fra questi certo non rientrano gli sfregi
di chi vuole parlare andando solo a braccio,
di cose di cui non capisce un cazzo!
Non so com’era allora
son poco come adesso o sei il numero uno,
o sei il più grande cesso e il tempo che ti danno fino è al ritornello
e tante volte neanche fino a quello.
Non c’è peggiore sordo di chi non vuol sentire,
tu pensa chi non sente e poi ne vuol parlare..
Caro il mio Francesco è già mattina e mi devo svegliare.
E allora avanti un altro
ti passo il mio telefono, salutami la tipa.
Avanti pure un altro,
convincila che sono il suo ragazzo per la vita!
Caro il mio Francesco è il momento dei saluti,
ci avremmo riso sopra se ci avessimo parlato.
Lo so che non ha senso starti a lamentare
di alcune conseguenze del mestiere.
E so che mi son fatto prendere la mano
perchè uno sfogo fa sbagliare spesso la misura,
ma come ti dicevo son le quattro del mattino,
l’angoscie ed un po di vino.
E allora vado avanti a cantare della vita
sempre e solamente per come io la vedo,
che la morte se la suona e se la canta
chi non sa soffrire da solo.
E allora avanti un altro,
e… Qualcuno che abbia voglia di ascoltare!
Avanti pure un altro,
e… Qualcuno che abbia voglia di ballare!
E allora avanti un altro,
e… Qualcuno che abbia il tempo di ascoltarmi!
Avanti pure un altro,
e… Qualcuno che abbia il tempo di ballare!
Video: Ligabue- Estratto Caro il mio Francesco
Video: Ligabue- Estratto Quando mi vieni a prendere
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